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Mentre sono al museo Guimet davanti a Hokkusai mi sale improvvisamente la febbre delle isole, 38 e 5, e no, non credo sia sindorme di stendhal nonostante cotanta bellezza, credo piuttosto che siano i ravioli della rosticceria chinois, che io ho pensato: li mangiano tutti perchè io no? Male! Un pomeriggio/sera a letto con il paracetamolo e un nuovo termometro fuxia francais e stamattina ero fresca come una rosa. A. partito, io cammino. Cammino fino al parc della Villette, con i Perturbazione nelle orecchie (e cosa se no?!), senza accorgermi sono all'incrocio con la diga del canal saint martin, ma anche stavolta mica si può scendere a tirare i sassi piatti :( è tutto recintato! Poi, passeggiata al parc de butte Chaumont con Noemi e saliamo su una butte per vedere il Sacre Coeur. Pomeriggio mi spingo a piedi fino al marais, sperimentanto quanto i quartieri sono a-zone, passi da una superchic a una malfamata, così, come se niente fosse, e non c'entra niente la vicinanza al centro. Compro cartoline da spedire a me, e a Chatelet ho imparato la porta della metrò che rimane aperta e anche stavolta passo senza pagare. Che parigina DOC. Stasera film al parc de la villette, con baguette ma senza jambon perchè qui la domenica è TUTTO chiuso. Persino il centro commerciale. La domenica si riflette, si pensa, impara, Italia. [permalink] |
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Settimo giorno= momento-nostalgia puntuale come un orologio, a scatenarlo una canzone, erano 7 giorni senza canzoni italiane. Mi rendo conto che nessuna musica mi fa sare così mano nella mano con me stessa come i Perturbazione. Ho letto una recensione in giro per il web che diceva che ti tirano una cordicina tra la gola e il cuore, e ti rendi conto della sua esistenza. Questa sera quella cordicina fa parecchio male, mentre fuori esplodono i botti per il 14 luglio e potrei essere a una festa dei pompieri a ridere e scherzare con A. e invece sono qui che cerco di guardarmi dentro e trovare il posto migliore, centrale, accanto al corridoio. Camminiamo per il lungosenna ma in realtà attraversiamo noi stessi, a sinistra le aspirazioni, a destra le paure, e l'importante è scegliere la rive gauche, e trovare un posto dove bere il té...
edit: sì ma se poi becchi online due componenti del gruppo che ti cazziano perchè non sei abbastanza Amelie ti vien voglia di cancellare il post melanconico e andare a scolarti una birretta al bar qua sotto! :) [permalink] |
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Compro eseprienze, A. mi fa vivere la Rive Gauche e ho coraggio di entrare dove mai avrei osato e giocare a se fosse. E mi chiedo perchè pagare una brioche 1 euro in un baretto a Milano e neanche buona quando con 8 euro sto seduta da Ladureé e mangio un pain au raisins fenomenale con un té alle mandorle? O 15 euro di pizza + cocacola quando con lo stesso prezzo siamo in un american bar a mangiare omelette alla nrovegese e baked pomme du terre? Ma soprattutto, il set per il viso Aesop da TRENTASETTE EURO mi farà bella-come-una-modella? Dice che sembro sicura. E ha pianto per un film, e ha chiuso da poco con chi non l'ha capito e forse non lo capirà mai (domani te la spiego). Cretinaaa! :) [permalink] |
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Oggi l'estate ha fatto timido capolino, mentre la RER sfreccia fuori Parigi. Ma lo sai che tutto con te è come in un film, è tutto Memorabile? Mi lascio guidare da chi da tempo sa come incastrare perfettamente le giornate ne la ville lumiere, che alla fine di notte ancora non l'ho vista, questa volta. Si dice che la tour Eiffel sia bleu. Comunque a noi importa solo fare il calcolo delle calorie e dei cibi giusti, er poi affogare in tarte tatin alla pera e brownies GU con due puntini sulla U. E Farnace figlio di Mitridate dice che tempo è omai che la ragione in lui ritorni e già ricalca il bel sentiero della gloria e dell'onor. Una donna a quindici anni
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Caro Infame, qui a Parigi i tramezzini son cosa seria, non certo come quelli al prosciutto omeopatico di trenitalia: non riesco neanche ad identificare tutto quello che ha dentro ma direi uova strapazzate, senape, zucchine e formaggio spalmabile. Ma diner. [permalink] |
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Scelgo di partire il 07 del 07 , così grazie allo scopero generale dei trasporti, mi ritrovo su un pullman diretto a Modane, da cui poi (forse) potrò prendere il TGV per Paris. Mentre faccio questo tragitto, Miriam fa l'inverso, e mi sa che è toccato anche a lei il travaso di mezzi. "Perchè cavalcate per queste terre?" Dopo un'ampia curva, improvvisamente dalla campagna veniamo sbattuti in faccia a Parigi, che ci guarda un po' male, e ci soffia contro un vento che neanche la Bora. Dovrò rivedere completamente il mio guardaroba. Comunque, ce l'ho fatta, e non ci credevo sapete? Le cose si stanno incastrando, ho una coinqulina poliglotta che gira in velò e si occupa di commercio equo e solidale, e sono seduta su un fantastico futon, accanto a una libreria invidiabile. Grazie Miriam! bonne nuit [permalink] |
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... a parte che il computer è morto (due volte) ho lasciato il lavoro ho fatto 4 esami (passati) comprato un nuovo computer prenotato un biglietto per parigi andata il 7 luglio e ritorno il 28 vado a stare un mese a casa di Miriam mi sono scottata ho fatto 1000 km in treno preparato valige comprato libri distrutto tre penne muji litigato con famiglia fatto pace con famiglia disegnato acquerelli perso un sacco di foto scattate mangiato un sacco di menu pranzo giapponesi e non a risentirci da Paris! [permalink] |
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Non le trovo più in giro già da un po', le Nocchie del Mulino Bianco. Così rustiche e nocciolose forse non piacciono più, e questo mio sapore della prima infanzia è destinato a svanire per colpa del marketing. Mio nonno le comprava quando ancora aveva la patente ed era quella la sua mansione, una spesa tutta nocche-pollo fritto-prugne sunsweet-radicchio amaro. Nocche è stata una delle prime parole che ho imparato, lui me la spiegò indicandomi le sue, di nocche, abbronzate e rigide ormai a causa dell'artrosi (che però non gli impediva di dipingere). Ora mio nonno è ancora vivo, le Nocche temo di no. E mentre ne scrivo sgranocchio dall'ultimo pacchetto, trovato in fondo in fondo a una scansia non sua del supermercatino qui sotto.
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La mattina spengo la sveglia mentre pesci vengono regalati e fidanzamenti svelati (è solo un sogno), finchè il girare della chiave nella toppa mi ricorda che sono le otto passate e la Fra sta andando alla Bocchini. NB: il "vino de bìgiole" è la cosa più divina del mondo. [permalink] |
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Sulla Aradio suona Nina Simone, dice la Fra. Sta costruendo una radio di cartone, mentre io mangio il suo tsatsiki e sistemo luminosità e contrasto delle ultime foto scattate alla primavera milanese. Evidentemente scrivere è un po' come mangiare lo tsatsiki, ti distrai guardando le forbici che tagliano il cartone e intanto non riesci a smettere. COn un bel paio di forbici mi andrebbe di cesellare il mio carattere in modo che sia esattamente quello che mi auspico per me. Che poi come ha detto l'Antitaccheggiatore, è un controsenso convincere la mia mente a convincere se stessa. ma funziona. E se qualcuno ti vede "giusta" nel tuo cappottino blu con le scarpe rosse a stelle bianche, puoi essere davvero migliore. Se gli altri indossano gli occhiali per i quali fai molti sforzi. Anche se in modo embrionale, l'autoconvincimento è di nuovo l'arma vincente. Tanto vincente che se l'Infame mi dice "è perchè ti senti ancora bambina che hai i brufoli" io mi addormento con la cantilena della maturità e mi risveglio con un dolore sordo e un dente del giudizio che bussa alla gengiva.
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